lunedì 10 marzo 2025

Lacrime di mamma

Io mi domando come si faccia.

Mi chiedo come sia umanamente possibile desiderare un figlio.

No, non ne senso del sognare la maternità, ma nel senso della bramosia del mettere al mondo o, peggio, del far mettere al mondo per poi procurarselo, un essere umano (parlo pure dei gameti, eh). Un conto è il desiderio di poter dare una famiglia a un piccino che non ce l'ha, ben altro è il fare di tutto per pretendere il concepimento e la nascita di una creatura che venga a colmare il proprio immaginario identitario.

Me lo sono chiesta spesso quando ho constatato il dolore di amiche che hanno realmente fatto di tutto per cercare un figlio: persino volare in altri Paesi. Non che questo io non lo accetti, ovviamente. Tutt'altro: il dolore di chi vorrebbe poter dare la vita ma non ce la fa per problemi oggettivi e personali, è comprensibilissimo. Quello che non capisco - che avviene anche in famiglie dove non ci sono problemi di fertilità - è l'investire tutto su un figlio, su quella che è una persona, un essere umano. 

Persona che avrà gusti, temperamento, sogni, dubbi, paure, desideri che il genitore non potrà mai ottemperare né potrà mai capire. Perchè un figlio è, nel modo più assoluto, qualcuno che è altro-da-me. 

"Ho fatto il meglio che ho potuto"

giovedì 20 febbraio 2025

E se ogni figlio fosse stato unico? Parte 2

Quando penso a come sarebbe stata la vita solo con Lillo, me la figuro in modo stranissimo. Togliere da Lillo il modo in cui è nato e come è stato allevato, in reazione a ciò che ho fatto di sbagliato con la Figlia G, è quasi impossibile.

Comunque posso provarci, ma è una sfida complicata.

Un  modello di macchina del tempo

Lillo è nato con un parto normale (comunque con induzione), dopo un cesareo molto brutto. Quindi Lillo è stata una vittoria alla quale tutte le donne debbono poter aspirare (compatibilimente con il loro desiderio). Ed è stato allattato almeno un anno (smisi perché al nido non lo avrebbero preso. Sì, hai letto bene). 

venerdì 7 febbraio 2025

E se ogni figlio fosse stato unico? (Parte 1)

Chi non ha mai fatto il "gioco dei se"? Se non avessi mai tagliato i capelli, se non avessi deciso di frequentare quel bar, se... se... se... 

Nella mia storia e nella nostra storia familiare, i "se" sono una moltitudine infinita. Ogni volta che ci penso mi vengono i brividi. 

Se non fosse morta la nonna Emma, io avrei mai lasciato Milano?

Se i miei genitori non si fossero mai separati? E se mi fosse stato di maggior danno rispetto ad una separazione?

Se le mie vacanze migliori non fossero state con una famiglia numerosa? 

Se il 5 giugno del 2000 non mi fossi arrabbiata con Gesù?

Prendiamo la Figlia G, che si appresta a diventare bioeticista e, oramai fidanzatomunita, si avvia verso l'età adulta. 

Fosse rimasta figlia unica io avrei avuto un'unica esperienza di parto terribile (un cesareo fatto senza alcun crisma) e un primo periodo di adattamento genitoriale costellato di pessime decisioni, grossolani sbagli educativi, macroscopiche cantonate psicopedagogiche (alla faccia delle scuole magistrali frequentate con profitto).

Il giratempo di Hermione Granger

sabato 1 febbraio 2025

E adesso parliamo di spirito critico, gender e aborto

 


Se ne fa un gran parlare.

Spirito critico è un po' un pas-par-tout dei grandi educatori che assennatamente o meno vogliono parlare di pedagogia, ma se c'è una cosa che attualmente non c'è proprio, è l'educazione allo spirito critico. 

Perchè per criticare e, soprattutto, ricevere critiche, sono necessari alcuni punti che ritengo fondamentali (chi mastica pedagogia e/o psicologia ne avrà molti altri: io sono solo una mamma).

mercoledì 14 agosto 2024

Denatalità. La mia idea.

Non ho la verità in mano, sono discalculica e ho diverse lacune in aritmetica e non ho una laurea in demografia.

Quindi parlo, diciamo così, per parlare. Parlo con gli occhi di mera osservatrice. Parlo da persona che ascolta le donne e lo fa da un po'. Parlo da madre.

Comincio con raccontare di me, così da non tirare in ballo altre persone e risultare dogmatica.

Ho avuto la prima figlia a vent'un anni con un cesareo d'emergenza piuttosto sgraziato e aggressivo. Lavorava mio marito che già da due anni era abilitato alla professione di geometra. Siamo andati ad abitare in un monolocale per il quale abbiamo pagato un mutuo estinto da poco tempo. 

Io frequentavo l'università e la interruppi perchè avrei dovuto presenziare alle lezioni, ma era troppo distante (non tutte le università hanno tutte le facoltà). Mi laureai anni dopo in tutt'altra materia subendo mobbing aggressivo e delinquenziale (i motivi di questi trattamenti erano e sono tutt'ora a me ignoti) per il quale mi dispiace non aver sporto regolare esposto civile: il mio errore di non averlo fatto ha causato che altre dopo di me abbiano subìto torti gravissimi (talvolta peggiori di quelli subìti da me). Le università italiane sono piene zeppe di gentaglia schifosa, viscida, putrida e maligna che si sente in diritto di sfogare le proprie turbe psichiche sugli studenti e (soprattutto) sulle studentesse: effettuo questo discrimine perchè, chiaramente, le studentesse hanno il difetto di rimanere gravide con l'oltraggio, talvolta, di accogliere la gravidanza e la maternità, il che è visto universalmente come la disgrazia peggiore che un essere umano possa realizzare. 

domenica 9 giugno 2024

Progetti estivi di Educazione Civica...

Cigols non è un bambino molto fortunato.

Lo fu alla Scuola dell'Infanzia. Lo fu anche l'ultimo anno scolastico e mezzo della Scuola Elementare (no, "primaria" mi fa scappare la pazienza). Qui il racconto inerente la prima elementare (terminata bruscamente a dicembre dopo tre mesi -letteralmente- di lacrime) e qui quello del triste epilogo dei successivi tre anni e mezzo di elementari (quando ricominciò tutto il ciclo in un'altra scuola -privata- per tentare inutilmente di avere delle garanzie sulla serenità del bambino).

Non è stato fortunato neppure con altri adulti educatori. Anzi, "educatori" per modo di dire. Qui le riflessioni sulla circostanza.

Adesso che finalmente è passato in seconda Media, posso dire che grazie a Dio, ha incontrato qua e là adulti generosi e accoglienti, ma per trovarli ha dovuto penare. Certo, come dice lui, probabilmente gli è servito. Checcolens, che è passato in quarta, ha una maestra con la M, la A, la E, la S, la T, la R e la A, maiuscole e questo ci piace pensare che sia perchè Checcolens non avrebbe avuto le risorse per superare vivo sia le esperienze scolastiche di Cigols, sia le altre. Checcolens è spesso un Barbabarba e l'essere contrastato, aggredito verbalmente, violato nella sua privacy e ingannato, lo avrebbe condotto alla perizia neuropsichiatrica o, banalmente, all'educazione parentale (che a mio parere talvolta eviterebbe diagnosi di ADHD, DSA e altro, ma posso abbondantemente sbagliarmi). 

Cigols, da sempre, è caparbio, ma dichiara che questa che io chiamo testardaggine frammista a sbruffonaggine, è riassumibile con la dichiarazione "Sono cazzuto, molto cazzuto" alla Hangman maniera. 

Ciò non toglie che sia un pubere sbruffone, rompiscatole, pedante, oppositivo, disordinato, noioso e incline alla lite, ovvamente. Ma core de mamma sa bene che sotto quella spessa coltre d'inaugurazione della pulsatilità testosteronica, batte un cuore che vorrebbe dire «Mamma ti voglio bene» anche quando sta grugnendo di avere fame dopo sei etti di pasta al pomodoro. 

La Nonna Daniela ha sempre sostenuto che Cigols assomigli ad Alain Delon

domenica 5 maggio 2024

Una delusione di figlia

La gente non capisce proprio cosa vuole dire avere un figlio tanto desiderato che ti delude. 

Ma prima un quadro generale.

Una volta, intervistata in tv, una gentile e competente psicologa disse con certezza che io avevo messo al mondo i figli che sicuramente erano stati progettati (al minuto 8.50), ecco spiegato il mio essere presente per loro e l'essere (apparentemente) molto serena: la mia scelta di maternità era ponderata. Mai errore fu più grossolano (la psicologa non poteva saperlo assolutamente, non conoscendomi).

La Figlia G, amata sicuramente ma assolutamente non cercata (stavamo assieme da due mesi e avevamo rispettivamente 21 e 23 anni...).
Lillo, il nostro "momento di follia".
Lannina, ammetto sia quella cercata nel momento più incasinato della nostra storia.
Cigols, altro "attimo di pazzia".
Checcolens, "istante di avventatezza".
Piccinaccolo, surprice!!
Pantuffola, last madness...


martedì 5 marzo 2024

I "bei tempi andati", quandi i treni arrivavano in orario

Prendiamo in considerazione qualche riga dell'esperta: 

«Quando [...] le intemperanze giovanili diventano troppo frequenti si incomincia a ricercarne le cause (anche il medico più malaccorto al ventesimo bubbone incomincia a sospettare che vi sia qualcosa che non va nell’ organismo) e, guarda la coincidenza, la più importante si è trovata nel patriarcato. [...] si scrive patriarcato ma si legge famiglia cristiana [...]. È da diversi decenni che è andato affermandosi nel campo dell’educazione familiare un radicale cambio di paradigma [...]. Questo ha significato anzi tutto il recidere i legami con la Tradizione e le tradizioni [...]. Il passato era sbagliato e comunque non ha più nulla da dirci tanto meno da insegnarci; meglio affidarsi alle scienze pedagogiche, alla tecnica – tecniche ispirate al criterio supremo della funzionalità. Nelle famiglie ci si rivolge a pediatri, a manuali su come diventare ‘genitori efficaci’, a psicologi e forum di madri ansiose, nelle parrocchie fioriscono come pratelline in primavera gruppi, iniziative, comitati e comitatini. [...].Vediamo allora come se la cavavano le generazioni passate ancora prive dei dettami scientifici. Mi ricordo di quando a passeggio con mamma e papà mi mettevo a correre seguita immancabilmente dal grido malaugurante: "Non correre che puoi cadere - spesso seccamente predittivo  che cadi”. Per il malefico potere insito nella natura genitoriale, non riuscivo a fare 10 metri che ero già a terra con le ginocchia escoriate e il ghiaietto appiccicato alla ferita. Non avevo ancora deciso se e quanto piangere quando mia madre scendeva a picco sopra di me e mi scuoteva il braccio come fosse la pompa dell’acqua nei vecchi acquai, qualche volta aggiungeva uno sculaccione pro forma e un “te l’avevo detto, guarda ora il vestito”. Orribile, vero? Ma istruttivo: imparavi sul campo che le azioni hanno inevitabili conseguenze e che non necessariamente gli adulti, gli altri te la faranno passare sempre liscia. [...] Oggi succede che un ragazzino sui 10 anni, capace quindi di leggere, preso da giovanil irrequietezza, in un Grande Magazzino apra la porta di sicurezza e faccia scattare l’allarme: si spaventa e corre tra le braccia amorose del padre che lo rassicura- non è successo niente! Eh no, caro signore, è successo che il segnale sonoro abbia appunto allarmato le persone, che gli addetti siano dovuti accorrere a controllare e a disattivarlo: ora non dico che dovesse chiudere il bambino per due giorni nella legnaia, anche perché probabilmente non ce l’ha, ma un’inflessione (leggerissima) di rimprovero nella voce avrebbe potuto mettercela. [...] il progetto in qualche modo si autoalimenta nello stesso processo di formazione, come la dinamo si carica con il movimento stesso: il giovane che sin da piccolo è stato abituato ad ottenere ciò che vuole ed è convinto che non solo i genitori ma tutto il mondo sia chiamato ad assecondarlo non si smuove più da quella posizione, anzi ha solo ampliato il suo raggio d’azione sino al cambio di genere, ed oltre. I nostri baldi giovani, sempre pronti a manifestare – a costo zero d’altronde – contro le politiche fasciste del governo (si sono fatti vaccinare per poter continuare a divertirsi nei locali).[...] Hanno riscritto il palinsesto delle regole educative, nuovi talebani che non conoscono deroghe al loro approccio gentile e comprensivo e al loro sfrenato protezionismo. [...] Orbene, tra tutti questi riferimenti alti, ci siamo dimenticati dei bambini che ormai saranno cresciuti. Anche i piccoli Turetta crescono».


sabato 13 gennaio 2024

Biancaneve e la Bioetica

Se c'è una storia che in casa nostra è stata più e più volte letta e ascoltata, è quella di "Tantabebe", ovvero sia Biancaneve, nella lingua infantile della Figlia G. Lei iniziò ad ascoltarla con la musicassetta che era stata mia, e che a tutt'oggi custodisco. La riproduceva un mangiacassette un po' vecchiotto ma che mi servì poi per sbobinare le lezioni di Anatomia all'Università. I viaggi con la Figlia G, infatti, hanno ancora il suono del raccontastorie che narra della regina Grimilde, del cacciatore e della strega che si prende gioco di Biancaneve e le dà la mela avvelenata da sgranocchiare (da lì tutti gli insegnamenti del non accettare cibo degli estranei). 

Un paio di parole sulla strega, alias Grimilde ma più figa. Se stessimo attenti, comprenderemmo l'insegnamento di "Biancaneve" a partire dal fatto che i caratteri e i temperamenti con disturbo narcisistico di personalità sono sempre esistite e che fin dai tempi antichi il precetto era: bisogna starci lontani poiché tali persone non saranno mai soddisfatte finché non uccideranno psicologicamente o fisicamente la vittima della loro attenzione morbosa. Conosco benissimo i tratti di queste persone e attualmente ho per lo meno tre amiche che sono vittime di relazioni di questo genere a livello familiare (madri, padri o coniugi/exconiugi). La buona notizia è che tali persone sono "perdenti radicali", ovvero - come la vecchia strega in "Biancaneve" - prima o poi cadranno nel burrone scappando dalla vita che si sono abilmente costruiti/e; la cattiva notizia è che lasceranno strascichi piuttosto pesanti sul vissuto affettivo delle loro vittime. 

Torniamo a "Biancaneve" poiché la cosa si fa interessante. Non vedo la televisione. Non ho mai visto Sanremo. Non conosco i programmi di Maria de Filippi. Ignoro serie e lungometraggi italiani (mi fermo a qualcosa con Gino Cervi e Totò). Mea culpa. Solo per caso mi sono scontrata con Paola Cortellesi che non ho mai visto recitare e non mi attrae come personaggio. Tuttavia quando ho letto che Biancaneve fa da colf ai nani e che il guardiacaccia non avrebbe salvato la protagonista se fosse stata brutta, mi sono sentita tirata in causa. Noi brutte abbiamo sempre e comunque un guardiacaccia che prima o poi ci salverà: questo non solo perché agli occhi del guardiacaccia appariamo bellissime, ma perché il guardiacaccia salva a priori la persona più debole. Costui, infatti, non ha un doppio fine nel gesto di evitare che la regina Grimilde giochi a fare Frankenstein col parenchima cardiaco della protagonista (non vuole farsi la sprovveduta Biancaneve), ma banalmente ha una morale che gli ingiunge di mettere a rischio la propria vita per salvare una innocente. Fosse stata racchia lo avrebbe fatto lo stesso banalmente perché non si uccide, questa è la legge. Forse la Cortellesi crede che la vita vada avanti a botte di fondoschiena (le donne sanno bene come usare le loro natiche e si accorgono che avrebbero dovuto usare il cervello quando lo stesso fondoschiena comincia a cadere sotto il peso dell'età), ma non è così. Infatti Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Santa Ildegarda, Santa Caterina da Siena, Giovanna d'Arco, Santa Chiara d'Assisi e, non per ultima d'importanza, la Madonna, non le ricordiamo da millenni per il loro fondoschiena, ma per il loro acume e il loro cuore. 


venerdì 15 dicembre 2023

Mio marito, un barba-patriarca

Lo Sposo è un maschio, bianco, eterosessuale. In più è un uomo che a 22 anni, con un piccolo aiuto dei genitori, ha aperto uno studio tecnico e si è asssunto la responsabilità di portare avanti una professione che implica estrema attenzione e coscienza di sé. 



martedì 21 novembre 2023

Obbedisci!!!

Ci risiamo. Uno dei miei figli non sta bene a scuola. 
Ci risiamo. Uno dei miei figli ha trovato un'insegnante che non si sa relazionare con lui. 
Non penso sia colpa dell'insegnante. So per certo che non è colpa dei uno dei miei figli. La colpa sta nel fatto che non è automatico che due persone, semplicemente, si trovino. La colpa è da ricercarsi nel fatto che, molto banalmente, io ho dei figli che sono incapaci di andare d'accordo con tutti, di adattarsi alle situazioni, di socializzare sempre. Perché? Perche sono, banalmente, dei dissidenti. 
Eh, cosa volete, i miei genitori mi fecero vedere questo film... e da allora, vedo le cose da un altro punto di vista.


martedì 31 ottobre 2023

Come si dichiara l'Imputata? Colpevole, Vostro Onore

Lo ammetto.

Sono colpevole.

Colpevole di aver dato cioccolato ai miei figli.

Colpevole di averli costretti a lavarsi i denti.

Colpevole di averli allattati.

Colpevole di non averlo fatto.

Colpevole di averli costretti a dormire nel loro letto.

Colpevole di farli dormire con me.

Questi dentini sono molto meno cariati di quelli della Pantuffola
L'immagine è tratta da questo sito 

mercoledì 4 ottobre 2023

Quando un figlio è Barbabarba

Se dovessi descrivere Checcoléns, lo farei partendo dai suoi aculei. Da sempre è in continua lotta con tutto e tutti, prende male ogni minima parola e vuole sempre aggredire tutto come fosse in continua competizione.

Checcoléns da sempre spaventa un po' pure gli adulti perché è molto tosto. Da piccino aveva la forma di un piccolo idrante, tanto da vincere il soprannome di Franciccio e sconvolgere tutti per la sua testardaggine del tutto irruenta. Quando non voleva propprio accettare alcuna proprosta proveniente dall'esterno, era capace di farsi rosso come un peperone manifestando il suo disappunto in modo assolutamente irreversibile, sin dalla culla.



mercoledì 13 settembre 2023

Mi scusi Signor Professore, permette una domandina? IL RITORNO

Un articolo solletica la mia curiosità: il titolo è interessante e la mia attenzione è catturata da alcune dichiarazioni bibliografate, che informano di alcuni dati di fatto importanti, circa la salute dei bambini.

Il titolo molto interessante contiene termini come "Materno", "Nido" e "Sviluppo del Bambino".

Prima di condividerne i punti e di illustrare quelli che ho trovato ...strani... effettuo una premessa chiara: io non penso che un titolo di studio sia fondamentale per poter possedere delle opinioni e, di per contro, penso che non sempre chi possiede un titolo di studio abbia le competenze per esprimere convincimenti e giudizi. Quindi se io ho di fronte un super professorone di Pedagogia riconosciuto pressoché come genio incontrastato, che mi dice che i bambini devono andare all'asilo nido per socializzare, poi ho di fronte una tata che si occupa di famiglie e bambini piccoli da trent'anni che dice che ai bambini non è assolutamente detto che l'asilo nido serva, io sono più tentata di credere e dare credito a quest'ultima, piuttosto che al professorone titolato. 

Come alcuni pedagogisti/pediatri vedono alcune mamme

sabato 5 agosto 2023

Mamma mia che film femminile!!

La storia è quella di una ragazza che fa un po' di pasticci ma poi diventa una donna responsabile.

Sto parlando di un film che ritengo interessante, soprattutto per le figlie femmine.

Quindi oggi parlerò di "Mamma Mia! Ci risiamo!", uno dei cult della nostra famiglia.



martedì 6 giugno 2023

Vuoi andare al ballo della scuola? Riordina la stanza!!

«Sì lo so, mamma» risponde sorridendo Lannina. L'espressione è di chi sapeva bene che non sarebbe sfuggita alla situazione, un mix tra l'arrendevole al proprio destino e la consapevolezza dell'essere nel torto.
Prima di essere accusata di perfidia mammesca, un paio di considerazioni. Lannina regna su una stanza molto grande composta da quattro pareti. Due sono un mobile a ponte con due letti (ovviamente uno dei due sarebbe per la Pantuffola, ma adesso è occupato da Cigols che ha la sua stanzina in mansarda, ma per adesso temporeggia poiché il buio... il legno che scricchiola... insomma, adesso non può proprio dormirci) sormontato da armadi (per adesso stipato di abiti dei maschi di ogni età e per tutte le stagioni, dal quale si pesca ogni qualvolta all'intero quartiere manca qualsiasi capo di abbigliamento dai 5 ai 14 anni), e un mobile enorme con cassetti e armadi; le altre due pareti hanno le finestre, ma sotto c'è la scrivania con due posti e una libreria. Ora: Lannina - campionessa number one in Diversamente Ordine - riesce a distribuire appuntifoglipenneevidenziatori (migliaia di mille colori diversi)libriquaderni sulla scrivania, compresi abiti da lavare e abiti già lavati senza un apparente sistema di distinzione.
Inoltre, quando qualcuno possiede in cuor suo sufficiente coraggio e apre gli armadi, rischia di essere travolto da un'orda barbarica nero-verde-bluastra, composta da abiti appallottolati in modo allucinante.

Chiara la faccenda?

Capito il motivo della minaccia?


giovedì 11 maggio 2023

Caro Grembiule a Quadretti Azzurri

Caro Grembiule a Quadretti Azzurri,

ci siamo quasi. Il Piccinaccolo, tra pochi giorni quando scoppierà il caldo, ti lascerà - e questa volta per sempre - nell'armadio: a settembre inizierà una nuova avventura! Farai parte di tutta una scatola dei ricordi che contiene i grembiuli della Figlia G, quelli de Lannina, alcuni abitini da neonato e neonata, i vestiti dei battesimi (quello della Figlia G regalato dalla Nobis, quello de Lannina cucito dalla Ziamagda, quello di Lillo compreso di cappellino alla marinara, quello di Cigols rosso natalizio, quello di Checcolens con gli animaletti, quello de Piccinaccolo da giraffina e quello della Pantuffola in pizzo sangallo), il vestito da sposa della mamma e qualche scarpina. Mamma è un'accumulatrice seriale di ricordi ai quali, talvolta, è legato un oggetto. Il suo psy, sant'uomo, dice che non ha mai conosciuto una persona che possiede un hard disk interiore pieno zeppo di frasi, profumi, vicende, come il suo. Ma non soltanto: nella cantina ha accumulato filmati in pellicola degli anni '50 con nonni giovani; lettere d'amore tra il Nonno Gianni e la Nobis; fotografie da quando la Nobis era piccola (nacque nel 1928); piccoli mobili per giocare con le bambole appartenuti alla Nonna Daniela (ovviamente di legno il letto, l'armadio e la petineuse, ma di metallo la perfetta riproduzione di una vecchia lavatrice con tanto di strizza-panni), disegni propri della scuola materna (con tanto di cartelletta con il simbolo del Comune di Milano) e scatole di disegni di tutti i bambini relativamente a feste della Mamma e del Papà, poesie del Natale, ricordi con il pongo e altri pensierini.


lunedì 24 aprile 2023

Figlio sarai padre, figlia sarai madre (nonostante le O.S.E.)

«Mamma sto male a scuola» mi disse una mattina la Figlia G. Stava frequentando la prima media e si era scontrata con ben quattro docenti le cui capacità didattiche giudicai per lo meno discutibili. La prof. d'Inglese mi apostrofò indispettita che era impossibile insegnare la sua materia a mia figlia perché non sapeva nulla di Inglese. Fu lì, dopo aver avuto ben tre colloqui simili prima di costei, che la mia lingua si biforcò e mi cominciò a uscire il fumo dalle orecchie. Chiesi - con tutta la gentilezza possibile ed immaginabile che potevo raccattare da una mattinata di mer immenso nervosismo - cosa ci facesse mia figlia a scuola se non per imparare. Detto questo uscii, presi mia figlia e le dissi che, dopo aver subìto un cambio di scuola ogni anno fino alla quarta elementare; dopo aver attraversato non indenne il mio periodo di frequenza obbligatoria all'università per diventare ostetrica; aver affrontato la morte improvvisa della nonna e il conseguente biennio di lutto che aveva dovuto affrontare suo padre con annessa crisi matrimoniale tra me e lui; aver vissuto - con gioia fisiologicamente ambivalente - la nascita di due fratelli e preparandosi ad affrontare l'inizio della pubertà, se anche la scuola pareva ostacolare ogni apprendimento e sviluppo della sua curiosità, avevo deciso di proporle la scuola parentale. Le si illuminarono gli occhi. «Ma quindi staremo sempre insieme? Mi porterai con te sempre?» Le risposi che sì, l'avrei portata sempre con me. Saremmo stati come Jenny e Forrest, come pane e burro.
La Figlia G con Cigols dormiente: mi seguivano entrambi durante i corsi
  

giovedì 16 marzo 2023

Amare la Verità più dei figli stessi

Ho avuto amiche di scuola con genitori omosessuali. Ovvero ho avuto amiche i cui genitori hanno optato per l'omosessualità dopo che queste erano nate. Nessuno ha privato queste della presenza materna e paterna, facendo sì che le figliolette mai potessero essere oggetti. costoro sono cresciute sapendo che la loro situazione familiare era particolare, ma ringraziando i genitori di essersi fatti da parte - almeno parzialmente, visto che per tutti i bambini la separazione dei genitori è comunque un danno - per il loro bene. Una di queste mie amiche si chiamava Lauretta e aveva tutte le più belle Barbie degli anni '80. Però io avevo il condominio e la macchina. Insieme ci divertivamo a casa di sua mamma. Sullo stesso pianerottolo abitava papà con lo "zio". Dello "zio" ricordo le crepes. Lauretta è una donna che è cresciuta nella verità. 


mercoledì 8 marzo 2023

Ehi tu, porco, levale il cellulare di dosso!!

Prima di farci due risate sul famoso frammento di "Ritorno al Futuro", una breve e dolorosa considerazione. Da volontaria dell'ambulanza ho assistito al ritrovamento di persone che si sono impiccate. Tiziana Cantone, riposi in pace, si è tolta la vita in un modo terrificante e se io fossi stata nei suoi genitori che si sono - ovviamente - rivolti alla Giustizia per ricevere giustizia per la figlia, avrei agito anche in ben altro modo, nei confronti del caro fidanzato che ha diffuso il video in cui facevano sesso. Ma si sa, io apprezzo Guareschi perché costui probabilmente avrebbe raccontato la soluzione della vicenda in altro modo. Certo, che diamine salta in testa a una donna che si concede in questo modo, e cosa salta in testa a un uomo di rovinare una donna definitivamente condividendo la sua intimità? Antonio Morra è un esperto, sull'argomento, e lo spiega bene quando parla dei rischi della mentalità pornografica. 

Affermato questo la domanda è: come educare al cellulare?