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venerdì 7 febbraio 2025

E se ogni figlio fosse stato unico? (Parte 1)

Chi non ha mai fatto il "gioco dei se"? Se non avessi mai tagliato i capelli, se non avessi deciso di frequentare quel bar, se... se... se... 

Nella mia storia e nella nostra storia familiare, i "se" sono una moltitudine infinita. Ogni volta che ci penso mi vengono i brividi. 

Se non fosse morta la nonna Emma, io avrei mai lasciato Milano?

Se i miei genitori non si fossero mai separati? E se mi fosse stato di maggior danno rispetto ad una separazione?

Se le mie vacanze migliori non fossero state con una famiglia numerosa? 

Se il 5 giugno del 2000 non mi fossi arrabbiata con Gesù?

Prendiamo la Figlia G, che si appresta a diventare bioeticista e, oramai fidanzatomunita, si avvia verso l'età adulta. 

Fosse rimasta figlia unica io avrei avuto un'unica esperienza di parto terribile (un cesareo fatto senza alcun crisma) e un primo periodo di adattamento genitoriale costellato di pessime decisioni, grossolani sbagli educativi, macroscopiche cantonate psicopedagogiche (alla faccia delle scuole magistrali frequentate con profitto).

Il giratempo di Hermione Granger

sabato 13 gennaio 2024

Biancaneve e la Bioetica

Se c'è una storia che in casa nostra è stata più e più volte letta e ascoltata, è quella di "Tantabebe", ovvero sia Biancaneve, nella lingua infantile della Figlia G. Lei iniziò ad ascoltarla con la musicassetta che era stata mia, e che a tutt'oggi custodisco. La riproduceva un mangiacassette un po' vecchiotto ma che mi servì poi per sbobinare le lezioni di Anatomia all'Università. I viaggi con la Figlia G, infatti, hanno ancora il suono del raccontastorie che narra della regina Grimilde, del cacciatore e della strega che si prende gioco di Biancaneve e le dà la mela avvelenata da sgranocchiare (da lì tutti gli insegnamenti del non accettare cibo degli estranei). 

Un paio di parole sulla strega, alias Grimilde ma più figa. Se stessimo attenti, comprenderemmo l'insegnamento di "Biancaneve" a partire dal fatto che i caratteri e i temperamenti con disturbo narcisistico di personalità sono sempre esistite e che fin dai tempi antichi il precetto era: bisogna starci lontani poiché tali persone non saranno mai soddisfatte finché non uccideranno psicologicamente o fisicamente la vittima della loro attenzione morbosa. Conosco benissimo i tratti di queste persone e attualmente ho per lo meno tre amiche che sono vittime di relazioni di questo genere a livello familiare (madri, padri o coniugi/exconiugi). La buona notizia è che tali persone sono "perdenti radicali", ovvero - come la vecchia strega in "Biancaneve" - prima o poi cadranno nel burrone scappando dalla vita che si sono abilmente costruiti/e; la cattiva notizia è che lasceranno strascichi piuttosto pesanti sul vissuto affettivo delle loro vittime. 

Torniamo a "Biancaneve" poiché la cosa si fa interessante. Non vedo la televisione. Non ho mai visto Sanremo. Non conosco i programmi di Maria de Filippi. Ignoro serie e lungometraggi italiani (mi fermo a qualcosa con Gino Cervi e Totò). Mea culpa. Solo per caso mi sono scontrata con Paola Cortellesi che non ho mai visto recitare e non mi attrae come personaggio. Tuttavia quando ho letto che Biancaneve fa da colf ai nani e che il guardiacaccia non avrebbe salvato la protagonista se fosse stata brutta, mi sono sentita tirata in causa. Noi brutte abbiamo sempre e comunque un guardiacaccia che prima o poi ci salverà: questo non solo perché agli occhi del guardiacaccia appariamo bellissime, ma perché il guardiacaccia salva a priori la persona più debole. Costui, infatti, non ha un doppio fine nel gesto di evitare che la regina Grimilde giochi a fare Frankenstein col parenchima cardiaco della protagonista (non vuole farsi la sprovveduta Biancaneve), ma banalmente ha una morale che gli ingiunge di mettere a rischio la propria vita per salvare una innocente. Fosse stata racchia lo avrebbe fatto lo stesso banalmente perché non si uccide, questa è la legge. Forse la Cortellesi crede che la vita vada avanti a botte di fondoschiena (le donne sanno bene come usare le loro natiche e si accorgono che avrebbero dovuto usare il cervello quando lo stesso fondoschiena comincia a cadere sotto il peso dell'età), ma non è così. Infatti Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Santa Ildegarda, Santa Caterina da Siena, Giovanna d'Arco, Santa Chiara d'Assisi e, non per ultima d'importanza, la Madonna, non le ricordiamo da millenni per il loro fondoschiena, ma per il loro acume e il loro cuore. 


lunedì 24 aprile 2023

Figlio sarai padre, figlia sarai madre (nonostante le O.S.E.)

«Mamma sto male a scuola» mi disse una mattina la Figlia G. Stava frequentando la prima media e si era scontrata con ben quattro docenti le cui capacità didattiche giudicai per lo meno discutibili. La prof. d'Inglese mi apostrofò indispettita che era impossibile insegnare la sua materia a mia figlia perché non sapeva nulla di Inglese. Fu lì, dopo aver avuto ben tre colloqui simili prima di costei, che la mia lingua si biforcò e mi cominciò a uscire il fumo dalle orecchie. Chiesi - con tutta la gentilezza possibile ed immaginabile che potevo raccattare da una mattinata di mer immenso nervosismo - cosa ci facesse mia figlia a scuola se non per imparare. Detto questo uscii, presi mia figlia e le dissi che, dopo aver subìto un cambio di scuola ogni anno fino alla quarta elementare; dopo aver attraversato non indenne il mio periodo di frequenza obbligatoria all'università per diventare ostetrica; aver affrontato la morte improvvisa della nonna e il conseguente biennio di lutto che aveva dovuto affrontare suo padre con annessa crisi matrimoniale tra me e lui; aver vissuto - con gioia fisiologicamente ambivalente - la nascita di due fratelli e preparandosi ad affrontare l'inizio della pubertà, se anche la scuola pareva ostacolare ogni apprendimento e sviluppo della sua curiosità, avevo deciso di proporle la scuola parentale. Le si illuminarono gli occhi. «Ma quindi staremo sempre insieme? Mi porterai con te sempre?» Le risposi che sì, l'avrei portata sempre con me. Saremmo stati come Jenny e Forrest, come pane e burro.
La Figlia G con Cigols dormiente: mi seguivano entrambi durante i corsi
  

mercoledì 3 novembre 2021

La lavatrice del Piccinaccolo

E così, dopo che il "clic" di crescita lo aveva fatto la Figlia G (ne parlai qui), ora tocca a lui, il Lillo. E siccome mamma è sempre mamma, l'ansia aumenta. Ma perché aumenta? Infondo ci sono già passata... 
Lillo è un figlio stupendo. Cioè, non per vantarmi, ma lui è davvero il top, come già ebbi modo di raccontare (qui).

venerdì 28 maggio 2021

Urlo come una scimmia (sulla pubertà dei figli)

Lo ammetto tra amici, infondo: sono una madre urlatrice. Arrivo a sentire male alla gola, quando sgrido i figli. Hai voglia di aver letto libri sulla comunicazione non violenta, sull'ascolto attivo, sulla comunicazione empatica, sui linguaggi dell'amore... Ci sono situazioni che mi fanno uscire dai gangheri. E di tali situazioni proverò a parlare qui, tra pochi intimi.


mercoledì 31 marzo 2021

Fuori dalla mia Chiesa! Fuori! Fuori!

Presente le panciate con le quali Fra Tuck butta fuori dalla sua chiesetta, il perfido sceriffo di Nottingham? Ecco: la mia situazione è questa. 


lunedì 10 agosto 2020

Pronti, partenza, via!!

Ci siamo.
Tra un mese andiamo in montagna. La Figlia G, grande organizzatrice di viaggi, sta già compilando un elenco di tutto ciò che può servire. E ovviamente lo compila con dovizia di particolari.


giovedì 28 maggio 2020

Le famiglie numerose sono "Pietra d'angolo"

E così non eravamo preparati. Come spesso ci è accaduto a me e al mio Sposo, l'arrivo di un nuovo membro della famiglia non ci ha sconvolto particolarmente (nonostante l'età ci ricordiamo ancora come funziona la "storia") ma la sorpresa non è mancata. Tuttavia questa volta non solo ho esternato un sommesso «Non pensavo proprio di arrivare a sette», ma mi sono arrischiata tantissimo nel dichiarare «Speriamo che sia femmina, giusto per abbassare la saturazione testosteronica della famiglia».

Dopo di che il tutto si è svolto come da protocollo: ricerca di abiti da "appanciate", scommesse (all'ultimo sangue) sul sesso del nascituro, ricerca dei vestitini da amiche e parenti, modesto acquisto di capi d'abbigliamento color rosa confetto giusto per sfogare la sete da shopping... Insomma dal test positivo in poi, tutta la famiglia è stata coinvolta nell'attesa di colei che adesso si chiama ufficialmente Pantuffola.

Il titolo del bellissimo giornalino dell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose

domenica 1 marzo 2020

Educare o Istruire?

Dopo una settimana di comprensibile ansia, la Figlia G risulta patentata. Orbene, la prima che ne approfitterà sarà sicuramente la Nobis che desidera essere portata al McDonald's (hai capito la furba?): ovviamente - come da protocollo - la prossima ansia sarà data dall'esame di maturità. Una delle domande di questi giorni, quindi, è la seguente: chi si può dire effettivamente "maturo"? La Figlia G sta iniziando a saggiare i limiti di questa definizione guardandosi intorno e approfittando del fatto di essere, fondamentalmente, un'osservatrice cauta della realtà. Possiede qualche amica e diverse conoscenze che attuano comportamenti che ella osserva, deduce, 'annusa' e verso i quali si fa un'idea, verso i quali esprime un giudizio. Come poi sempre accade, sceglie - consapevolmente o meno - di utilizzare medesimi schemi comportamentali ed elimina quelli che non le si confanno. Di una cosa lei è certa, l'esame di maturità non misura la maturità: purtroppo non serve molto a riconoscere quelle caratteristiche che fanno delle persone degli adulti in grado di assumersi responsabilità pari alla patente e al diritto di voto. La Figlia G è in quella fase, credo, nella quale comprende che il voto scolastico giudica solo una mera capacità mnemonica, ma trova talvolta sconveniente che lo studente compia ragionamenti personali, tragga conclusioni spontanee, abbia opinioni soggettive. Purtroppo lei non ha conosciuto docenti - ce n'è sempre meno - che stimolano lo studente al ragionamento, docenti, quindi, che educhino. No, soprattutto negli ultimi anni, il docente riempie. E quando va bene riempie di nozioni (a scuola per lo più si va per imparare materie), quando va meno bene riempie di opinioni (personali). E quando questo accade, lo studente si trova impacciato: non è un caso che entrambi i miei figli più grandi si siano trovati a non poter controbattere ai docenti che portavano non solo nozioni, ma anche opinioni.

martedì 26 novembre 2019

Natale... ma a cosa prepararsi?

Ci siamo!
È arrivato il periodo di Natale!
Io adoro il Natale: oltre che essere una delle "fasi" più belle della vita di una Fede, è anche un un momento magico per tutti i bambini... Gli sguardi complici tra fratelli per redigere la letterina a Babbo Natale, la preoccupazione di comportarsi in modo decente (no lancio di caccole a spregio, no vandalismi su quaderni di scuola dei fratelli più grandi, sì allo svuotamento della lavastoviglie e sì al riporre in modo consono - appaiato - le scarpe nella scarpiera), la gioia di sapere che ci si riposerà per un po' di tempo a casa tutti insieme...

martedì 30 luglio 2019

La Nobis va agli scout... o forse no?!

Da quando conosco la Nobis (circa da bzz... 'ntanni: interferenze, mi spiace), le sento dire quant'é rimbambita, quanto sta invecchiando, che pirima o poi le verrà l'"Elzeméir" (Alzheimer in "nonnese") e che non ci capisce più nulla sui vari impegni estivi dei pronipoti.

Lo Sposo fa prima: "Ditemi dove volete andare, che io vi ci porto", è la sua frase top. Lui attende ordini. Che sia da portare la Figlia G a una festa, Lillo agli scout, Lannina e Cigols al campetto della parrocchia o me al supermercato: lui è l'autista e attende direttive (anche perché mi è stato spiegato abbondantemente da numerosi esperti, che gli uomini non pensano, quando guidano, quindi sono tranquilla: mio marito è normale). Diverso è quando l'istinto lo porta - a ore improbabili per qualsiasi essere umano - a prendere canne e vari ammennicoli pericolosissimi (oramai i medici del pronto soccorso si preoccupano quando è un po' che non si presenta con ami conficcati qua e là) e spingersi alla ricerca di pesce fresco. Lì è nel suo elemento, è il comandante del Sea Tiger (sto paragonando mio marito a Cary Grant: pretenderei un encomio), perciò sa lui cosa fare.

Diversamente lui pretende che io sappia esattamente giorni, ore e luoghi precisi dove sono i figli nei vari spostamenti estivi. Ed è lì che sospetto che l'Elzeméir ce l'abbia io, più che la Nobis.
Allora: dal 31 al 6 il Piccignaccolo è al campeggio scout. No: forse è Cigols... Poi il 1° tocca a Lannina che però torna il 10... Macché... La Nobis mi ascolta, rimugina, scuote la testa: "Non ero io quella di 93 anni mezza rimbambita?" chiede per informarsi se magari non sia meglio che io utilizzi la sua badante (il che mi andrebbe ottimamente: gulash polacco all you can eat) e, a questo punto, non vada lei agli scout.
Il mio calendario di Google è probabile che mi chiederà un aumento, perché se non ci fosse lui che suona, lampeggia, manda mail, ulula e temo che arrivi al martello di legno che esce dal display modello Loney Toons, io mi perderei... quante mutande? Calzini? Chi ha bisogno di pranzare al sacco? (Domanda cretina: tutti h24 hanno bisogno di pranzare al sacco)... "Lannina, tesoro: debbo aiutarti a fare lo zaino per le Vacanze di Branco?" chiedo sorridente e con l'aria di quella che sa di essere necessaria. "Mamma, l'ho fatto con mia sorella"... ella risponde con aria distratta.
Mi prodigo in organizzare impegni che si accavallano uno con quell'altro nella speranza di non portare un figlio al posto del fratello, non scordare chi sta con me (ho già tentato di infilare il sacco a pelo nello zainetto di Shrek di Checcolens, che mi ha guardato con aria interrogativa) e chi parte da solo. Poi faccio un ripasso in generale, facendomi aiutare dalla Nobis e tradendo il mio calendario Google con quello di Frate Indovino: inforcati gli occhiali lei mi dice giorni e impegni, e io torno - con la memoria - alla preparazione della mia laurea. Io ripeto. Lei corregge. Lei domanda. Io rispondo.
E mi chiedo che testa avesse, se questo significa essere rimbambite, quando era giovane: "Tutti a memoria... tenevo a mente nomi, compiti assegnati, poesie" racconta.
E io che sto lì, 'affidandomi' a Google calendar...


No, in realtà non è così: non ci si 'affida' a una macchina... a una persona, magari. Anche se in realtà c'è una sola Persona alla quale non temere mai di affidarsi. Ed è nostro Padre che è nei Cieli... A Lui possiamo affidarci. Lui non si muove di lì. Ci ama talmente tanto... e io, che sono una confusionaria e la più capricciosa delle figlie, so che Lui mi ascolta, mi ama e, soprattutto, mi perdona...


Non c'è bisogno di sveglie per questo impegno, infatti!


Il due d'agosto so dove sono: San Francesco ci invita a chiederlo, quel perdono. E anche quest'anno, ci vuole portare tutti in Paradiso. Anche se siamo figli dispettosi, smemorati, errabondi, orgogliosi... Lui ci porta con sé in Paradiso.


Buona festa del Perdono


giovedì 6 giugno 2019

Stella e il buonsenso. Auguri Figlia G: colla tra mamma e papà

Figlia, Figlia amata. Da oggi sarai donna. Lo sei già in mille e un modo, ma lo Stato oggi decide che ti devi assumere le tue responsabilità.
Te le devi assumere perchè io e papà passiamo in secondo piano. Saremo sempre affianco  a te anche se dovessi ipoteticamente sgozzare una suocera invadente (anzi, se vuoi, in giardino c'è spazio). Saremo sempre affianco a te anche se dovessimo venire in capo al mondo a trovarti (tanto ti troviamo subito, avendo il gps nel tuo cellulare). Saremo sempre affianco a te anche se diventerai famosissima e se avrai un milione d'impegni mondani tipo red carpet (non butto via le scarpe del tuo battesimo, casomai, dato che sono praticamente nuove). Saremo sempre affianco a te anche se decidessi di sposare Bigfoot e mettere al mondo tanti bei bambini pelosi (casomai mi organizzo con le torte abbondanti per i compleanni). Saremo sempre affianco a te anche se volessi fare l'eremita sul monte Everest (ho una sciarpa bella morbidosa e la boulle dell'acqua calda della nonna Eda, la tua trisavola, che è sostanzialmente nuova: ha fatto solo la seconda guerra mondiale, non ha un graffio). Insomma, non riuscirai a liberarti di noi.

lunedì 22 aprile 2019

Quando fai "clic"

Alla fine lo ha fatto.
Era tempo che la osservavo e ora che siano stati insieme in vacanza, l'ho visto chiaramente.
È paziente coi fratelli, certo.
È un po' criticona con la madre, chiaro.
Ma è stufa-tra-virgolette: lo vedo dalla sua voglia di fare da sola, da quanto agognerebbe visitare i musei da sola con un ritmo da adulto e non con quel ritmo che devi tenere quando stai visitando una galleria d'arte con dei bambini che cercano di toccare i dipinti appesi con legnetti trovati per terra, temendo che suonino allarmi e altro. Lo percepisco dal ritmo serrato che terrebbe nel visitare quartieri nuovi quando sei senza bambini che tentano di toccare tutti i ricordini di tutti i negozi. Lo comprendo dal fatto che vorrebbe mangiare una mela a pranzo per poi ripartire veloce per pinacoteche e biblioteche, invece che iniziare la ricerca del pranzo con bambini affamati che passano dalla richiesta di merenda a quella della pastasciutta senza soluzione di continuità. 

lunedì 18 febbraio 2019

Sesso: un breve ripasso

Ci sono millemila (ora che ho imparato questo termine da Lannina, me ne approprio per qualche giorno poi smetto, giurin-giuretta) testi di educazione sessuale. Un po' perché la mia professione mi obbliga a tenermi aggiornata, un po' perché è un argomento che ho dovuto affrontare alcune di volte, ne ho diversi. 
Poi, siccome sono piuttosto una "signorina Perfettini" (grazie Figlia G di ricordarmelo anche quando ho le magliette macchiate: non vorrei abbandonare sane abitudini), ho preferito studiare. E ho affrontato con gioia una paio di corsi preparatori veramente organizzati benissimo: il primo è stato il Progetto Pioneer, il secondo è stato il Teen Star. Ho preferito affrontare dei corsi perché lo scambio attivo con altri professionisti e con altri operatori, mi piace e mi arricchisce moltissimo. E, inoltre, perché i testi che girano nelle librerie sono brutti.
Sì brutti.
Visivamente: disegni eroticamente espliciti, quindi inutili. 
Graficamente: didascalie esteticamente confusionarie.
Didatticamente: discorsi banali, argomentazioni scialbe, obiettivi formativi confusi.
Titoli e sottotitoli sensazionalistici: Passerine e pisellini (Lannina scuote la testa: «Pensano che siamo scemi?» mi chiede perplessa), Manuale di educazione sessuale dai 3 ai 9 anni (a parte che tutto ciò che è "manuale" mi ricorda molto chi dice al genitore come deve fare per essere bravo genitore e mi viene l'orticaria), Tutto ciò che non sai sul sesso te lo spieghiamo noi («Noi chi?» mi chiede Cigols preoccupato, «Me lo devono spegare la mia mamma e il mio papà, mica altri» aggiunge divorando una Girella), Le femmine sono fatte così, i maschi colà (che potrebbe sembrare mera biologia, ma in realtà ci vengono infilati termini un po' confusionari come 'erotismo' e 'orgasmo' dei quali a nove anni non c'è bisogno) e tanti altri.