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mercoledì 20 luglio 2022

Giù le mani dai vecchi

Come tutti, ho parenti coi quali non sono mai andata d'accordo. Può capitare, d'altronde. A tutt'oggi sono persone in gamba, ma cosa accadrà quando invecchieranno? Semplice: me ne occuperò, per quanto di mia competenza e se lo vorranno. Perché? Perchè sarà mio dovere. Non ci sono altre motivazioni: gli anziani si rispettano, si aiutano, si accolgono. Con pazienza, infinita pazienza. Un po' come si fa coi bambini: si possono riprendere, sgridare... ma è necessario mostrare loro accoglienza e rispetto: un bambino di due/cinque/sette anni, non è in grado di capire alcuni meccanismi della vita degli adulti (che spesso è sbagliato, sia chiaro): ha bisogno di tempo, di comprensione. E siccome tutti siamo stati bambini, tutti saremo anziani. 


giovedì 16 gennaio 2020

La storia degli omini della cacca

L'argomento potrebbe non appassionare chi è schifiltoso, ma tra mamme spesso è fonte di discussioni. In realtà questa è la storia del Nonno Gianni, della sua fantasia e di quello che di prezioso mi ha lasciato (inclusa la storia della cacca).

Il Nonno Gianni era figlio di Paolo (un cosiddetto "Ragazzo del '99" che tornò dalla Grande Guerra) e Serafina (donna caparbia e risparmiosa). Paolo e Serafina - soprannominata poi Nonna Tina da tutti - si mantenevano grazie a un negozio di macelleria a Milano (che durante la Seconda Guerra Mondiale fu raso al suolo) e qualche lavoro di sartoria, e misero al mondo due figli: Giovanni Natale (il nostro eroe) ed Emanuele (lo zio Lele).

Il Nonno quattordicenne