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giovedì 11 maggio 2023

Caro Grembiule a Quadretti Azzurri

Caro Grembiule a Quadretti Azzurri,

ci siamo quasi. Il Piccinaccolo, tra pochi giorni quando scoppierà il caldo, ti lascerà - e questa volta per sempre - nell'armadio: a settembre inizierà una nuova avventura! Farai parte di tutta una scatola dei ricordi che contiene i grembiuli della Figlia G, quelli de Lannina, alcuni abitini da neonato e neonata, i vestiti dei battesimi (quello della Figlia G regalato dalla Nobis, quello de Lannina cucito dalla Ziamagda, quello di Lillo compreso di cappellino alla marinara, quello di Cigols rosso natalizio, quello di Checcolens con gli animaletti, quello de Piccinaccolo da giraffina e quello della Pantuffola in pizzo sangallo), il vestito da sposa della mamma e qualche scarpina. Mamma è un'accumulatrice seriale di ricordi ai quali, talvolta, è legato un oggetto. Il suo psy, sant'uomo, dice che non ha mai conosciuto una persona che possiede un hard disk interiore pieno zeppo di frasi, profumi, vicende, come il suo. Ma non soltanto: nella cantina ha accumulato filmati in pellicola degli anni '50 con nonni giovani; lettere d'amore tra il Nonno Gianni e la Nobis; fotografie da quando la Nobis era piccola (nacque nel 1928); piccoli mobili per giocare con le bambole appartenuti alla Nonna Daniela (ovviamente di legno il letto, l'armadio e la petineuse, ma di metallo la perfetta riproduzione di una vecchia lavatrice con tanto di strizza-panni), disegni propri della scuola materna (con tanto di cartelletta con il simbolo del Comune di Milano) e scatole di disegni di tutti i bambini relativamente a feste della Mamma e del Papà, poesie del Natale, ricordi con il pongo e altri pensierini.


sabato 18 febbraio 2023

Le sfide del Piccinaccolo

Il Piccinaccolo abbraccia la Pantuffola guardando fuori dalla finestra.
Noi lo chiamiamo "il gioco delle vicine guardone".

Cominciai a pensare al suo nome, mentre - nella camera da letto della casa dove abitavamo prima di stabilirci nella nuova - allattavo Checcolens. Stavo guardando The Passion di Mel Gibson e la figura di Pietro mi affascinava come sempre. Un uomo profondamente amato da Cristo tanto da essere dichiarato il primo Papa della storia del Cattolicesimo. Amato tanto da essere perdonato della sua fuga, ancor prima che si compisse quello per cui Gesù era stato concepito nel ventre di Sua madre. Amato e perdonato ancor prima che avvenisse il suo peccato. Amato perché Gesù sapeva perfettamente che il suo peccato lo avrebbe condotto, con estremo coraggio, ad affrontare la testimonianza della sua Fede. 
Anni dopo questa considerazione mi condurrà a pensare che il peccato peggiore che reputo di aver commesso in questa vita, mi ha trascinato nella Gioia del mistero della testimonianza di Cristo, e che Dio mi ama proprio perché da quel peccato sono sorta a nuova vita senza temere contrasti, aggressioni ed esclusioni. 

mercoledì 3 novembre 2021

La lavatrice del Piccinaccolo

E così, dopo che il "clic" di crescita lo aveva fatto la Figlia G (ne parlai qui), ora tocca a lui, il Lillo. E siccome mamma è sempre mamma, l'ansia aumenta. Ma perché aumenta? Infondo ci sono già passata... 
Lillo è un figlio stupendo. Cioè, non per vantarmi, ma lui è davvero il top, come già ebbi modo di raccontare (qui).

mercoledì 31 marzo 2021

Fuori dalla mia Chiesa! Fuori! Fuori!

Presente le panciate con le quali Fra Tuck butta fuori dalla sua chiesetta, il perfido sceriffo di Nottingham? Ecco: la mia situazione è questa. 


lunedì 10 agosto 2020

Pronti, partenza, via!!

Ci siamo.
Tra un mese andiamo in montagna. La Figlia G, grande organizzatrice di viaggi, sta già compilando un elenco di tutto ciò che può servire. E ovviamente lo compila con dovizia di particolari.


giovedì 9 luglio 2020

Anche gli orsi hanno un cuore

È un periodaccio.
Il Piccinaccolo si è assestato sulle due sveglie a notte: una è per la pipì (ha deciso che il pannolino non si addice a un duenne di tutto rispetto) e l'altra è per 'lattepotti' (che, in piccinaccolese significa "latte e biscotti") che siamo riusciti a convincerlo di mangiare in camera da letto senza scendere in cucina. Purtroppo, però, entrambe le sveglie iniziano con urli belluini che ci fanno trasalire. In entrambe le situazioni io devo alzarmi, nonostante il Piccinaccolo desideri stare con lo Sposo - che comunque si alza, lo coccola, lo nutre e lo porta a fare pipì - per "resettarlo'': questo significa che lo prendo in braccio nonostante le rimostranze (copiose, laddove lo tolgo dalle braccia paterne), lo porto con me nel bagno e, usando un tono inequivocabilmente affettuoso, ma assolutamente fermo, gli dico «Adesso basta». Lui si calma immediatamente, tirando su col naso mi appoggia la testina sulla spalla e allora capisco che si è tranquillizzato. Non ci è chiaro il motivo per il quale il Piccinaccolo resiste alle pacate richieste paterne di calmarsi perché non è solo nella giungla né abbandonato e la parte di quella che interrompe il "momento ansia" debba essere io: evidentemente il mio alito notturno e il mio sguardo stropicciato lo ammutoliscono (giustamente). Sta di fatto che dopo aver fatto 'lattepotti' si addormenta subito. La notte, per cui, può continuare (Dio benedica l'inventore del letto king-size e quello di qualsiasi farmaco contro l'emicrania da poco sonno).

giovedì 28 maggio 2020

Le famiglie numerose sono "Pietra d'angolo"

E così non eravamo preparati. Come spesso ci è accaduto a me e al mio Sposo, l'arrivo di un nuovo membro della famiglia non ci ha sconvolto particolarmente (nonostante l'età ci ricordiamo ancora come funziona la "storia") ma la sorpresa non è mancata. Tuttavia questa volta non solo ho esternato un sommesso «Non pensavo proprio di arrivare a sette», ma mi sono arrischiata tantissimo nel dichiarare «Speriamo che sia femmina, giusto per abbassare la saturazione testosteronica della famiglia».

Dopo di che il tutto si è svolto come da protocollo: ricerca di abiti da "appanciate", scommesse (all'ultimo sangue) sul sesso del nascituro, ricerca dei vestitini da amiche e parenti, modesto acquisto di capi d'abbigliamento color rosa confetto giusto per sfogare la sete da shopping... Insomma dal test positivo in poi, tutta la famiglia è stata coinvolta nell'attesa di colei che adesso si chiama ufficialmente Pantuffola.

Il titolo del bellissimo giornalino dell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose

mercoledì 21 agosto 2019

Dio ci insegna come essere genitori

Il Piccinaccolo è malato. Dall'alto dei suoi 19 mesi, una stomatite erpetica, sta gettando tutta la famiglia nello sconforto. Sono notti pesanti e il povero Piccinaccolo è esausto. Noi con lui.

martedì 30 luglio 2019

La Nobis va agli scout... o forse no?!

Da quando conosco la Nobis (circa da bzz... 'ntanni: interferenze, mi spiace), le sento dire quant'é rimbambita, quanto sta invecchiando, che pirima o poi le verrà l'"Elzeméir" (Alzheimer in "nonnese") e che non ci capisce più nulla sui vari impegni estivi dei pronipoti.

Lo Sposo fa prima: "Ditemi dove volete andare, che io vi ci porto", è la sua frase top. Lui attende ordini. Che sia da portare la Figlia G a una festa, Lillo agli scout, Lannina e Cigols al campetto della parrocchia o me al supermercato: lui è l'autista e attende direttive (anche perché mi è stato spiegato abbondantemente da numerosi esperti, che gli uomini non pensano, quando guidano, quindi sono tranquilla: mio marito è normale). Diverso è quando l'istinto lo porta - a ore improbabili per qualsiasi essere umano - a prendere canne e vari ammennicoli pericolosissimi (oramai i medici del pronto soccorso si preoccupano quando è un po' che non si presenta con ami conficcati qua e là) e spingersi alla ricerca di pesce fresco. Lì è nel suo elemento, è il comandante del Sea Tiger (sto paragonando mio marito a Cary Grant: pretenderei un encomio), perciò sa lui cosa fare.

Diversamente lui pretende che io sappia esattamente giorni, ore e luoghi precisi dove sono i figli nei vari spostamenti estivi. Ed è lì che sospetto che l'Elzeméir ce l'abbia io, più che la Nobis.
Allora: dal 31 al 6 il Piccignaccolo è al campeggio scout. No: forse è Cigols... Poi il 1° tocca a Lannina che però torna il 10... Macché... La Nobis mi ascolta, rimugina, scuote la testa: "Non ero io quella di 93 anni mezza rimbambita?" chiede per informarsi se magari non sia meglio che io utilizzi la sua badante (il che mi andrebbe ottimamente: gulash polacco all you can eat) e, a questo punto, non vada lei agli scout.
Il mio calendario di Google è probabile che mi chiederà un aumento, perché se non ci fosse lui che suona, lampeggia, manda mail, ulula e temo che arrivi al martello di legno che esce dal display modello Loney Toons, io mi perderei... quante mutande? Calzini? Chi ha bisogno di pranzare al sacco? (Domanda cretina: tutti h24 hanno bisogno di pranzare al sacco)... "Lannina, tesoro: debbo aiutarti a fare lo zaino per le Vacanze di Branco?" chiedo sorridente e con l'aria di quella che sa di essere necessaria. "Mamma, l'ho fatto con mia sorella"... ella risponde con aria distratta.
Mi prodigo in organizzare impegni che si accavallano uno con quell'altro nella speranza di non portare un figlio al posto del fratello, non scordare chi sta con me (ho già tentato di infilare il sacco a pelo nello zainetto di Shrek di Checcolens, che mi ha guardato con aria interrogativa) e chi parte da solo. Poi faccio un ripasso in generale, facendomi aiutare dalla Nobis e tradendo il mio calendario Google con quello di Frate Indovino: inforcati gli occhiali lei mi dice giorni e impegni, e io torno - con la memoria - alla preparazione della mia laurea. Io ripeto. Lei corregge. Lei domanda. Io rispondo.
E mi chiedo che testa avesse, se questo significa essere rimbambite, quando era giovane: "Tutti a memoria... tenevo a mente nomi, compiti assegnati, poesie" racconta.
E io che sto lì, 'affidandomi' a Google calendar...


No, in realtà non è così: non ci si 'affida' a una macchina... a una persona, magari. Anche se in realtà c'è una sola Persona alla quale non temere mai di affidarsi. Ed è nostro Padre che è nei Cieli... A Lui possiamo affidarci. Lui non si muove di lì. Ci ama talmente tanto... e io, che sono una confusionaria e la più capricciosa delle figlie, so che Lui mi ascolta, mi ama e, soprattutto, mi perdona...


Non c'è bisogno di sveglie per questo impegno, infatti!


Il due d'agosto so dove sono: San Francesco ci invita a chiederlo, quel perdono. E anche quest'anno, ci vuole portare tutti in Paradiso. Anche se siamo figli dispettosi, smemorati, errabondi, orgogliosi... Lui ci porta con sé in Paradiso.


Buona festa del Perdono