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venerdì 28 maggio 2021

Urlo come una scimmia (sulla pubertà dei figli)

Lo ammetto tra amici, infondo: sono una madre urlatrice. Arrivo a sentire male alla gola, quando sgrido i figli. Hai voglia di aver letto libri sulla comunicazione non violenta, sull'ascolto attivo, sulla comunicazione empatica, sui linguaggi dell'amore... Ci sono situazioni che mi fanno uscire dai gangheri. E di tali situazioni proverò a parlare qui, tra pochi intimi.


mercoledì 29 gennaio 2020

Rifarsi il letto vuole dire "Ti voglio bene, mamma"

La proverbiale cattiveria della sottoscritta è stata evidenziata moltissime volte da tutti i figli.
Chi prima chi dopo ha affermato, tra le lacrime o le risate, che la mamma è cattiva. Talvolta tiranna. Spesso banalmente perfida come Crudelia de Mon o la matrigna di Cenerentola, glaciale come Crimilde o assetata della sofferenza - dei poveri figli - come Ursula. Non so quale figlio/figlia mi urlò che sono la peggiore madre del mondo. Capita - rispondo in questi casi - e mi limito a un armistizio fatto da crêpes e nutella, il che non guasta.


mercoledì 16 ottobre 2019

Ricordi di gioventù

Sono cresciuta in casa di amici di famiglia che, tra figli e nipoti, ce n'era da benedire e santificare. Passavamo alcune settimane estive - le più belle della mia scarna pubertà - a Belgirate, in un'enorme casa piena di stanze. Ci dividevamo in bande (di solito maschi e femmine) e la prima gara della giornata era correre per arrivare a colazione, l'ultima della giornata era per arrivare per primi a servire Messa. L'adulto di riferimento era l'arzilla nonna che, come un generale di brigata, dettava affettuosamente legge. La nonna è stata una delle persone alle quali sono più affezionata e, neppure tanto segretamente, agogno di somigliarle, un giorno (POV: la nonna è ancora viva e in salute. Accusa bonariamente il Signore di essersi scordata di lei).




domenica 11 agosto 2019

La felicità dei figli

Quando ero piccola io, pensavo che la felicità fosse una città: cresciuta con le favole di Richard Scarry, anelavo, un giorno, di abitare a Felicittà. Solo da più grande fui costretta a capire che il famoso luogo della felicità non era una meta raggiungibile nella pratica camminando verso un luogo materiale, ma andando in profondità nel mio cuore. Erano già in fase di separazione, i miei genitori, e mia madre si lamentò con mio padre di non averla resa felice: lei ha creduto tutta la vita nel fatto che altri avrebbero dovuto pensare a farla sentire bene poiché - vissuta nel boom economico - i suoi genitori la  crebbero accontentandola in tutti i bisogni materiali tangibili.

martedì 19 marzo 2019

La festa del papà perchè il papà è importante

Ogni volta che pensa la figura del padre mi viene in mente il film "Hook Capitan Uncino" che è stato per me davvero importante.
Si tratta di un film che verte principalmente sulla figura del padre, poiché è un padre che manca a Peter Pan diventato Peter Banning quando decide di rimanere sulla Terra, è un padre quello che in qualche modo manca ai figli di Peter Banning che è divenuto uomo concentrato sul proprio lavoro, ed è un padre quello che manca Capitan Uncino, che crede essere padre significa dare ai figli soddisfazioni economiche e che si basano sul successo personale superficiale.
L'unico modo che ha Peter Pan per ricordarsi come si vola, è pensare al proprio figlio, al fondamentale rapporto con la persona generata di sesso uguale. Ci vuole tanto perché ci arrivi, e una delle persone che tenta di farlo riflettere, è sua moglie Moira.